giovedì 13 luglio 2017

PARTIRIPARTI - ALVERNIA

Vieni  da PARTIRIPARTI (Cadoneghe - Padova) e scopri questi

magnifici luoghi con noi!!!



In Alvernia, sulla strada dei formaggi e dei castelli. Tra vulcani e chambre d’hôtes

Vulcani addormentati e villaggi, castelli e colline. Da esplorare a piedi, in bici, con il parapendio. Natura ed emozioni a tre ore d’auto da Parigi. E, per i golosi, cinque formaggi superbi

 

È il cuore verde di Francia, un mosaico di cime tondeggianti, prati e pascoli dominato dalla Chaîne des Puys, una catena di vulcani addormentati da secoli. Qui, tra le cittadine di Clermont Ferrand, Vichy, Le Puy-en-Velay e decine di villaggi pittoreschi, è assicurata l’esperienza Nattitude (crasi, a effetto, tra nature e attitude), un modello di turismo che incoraggia approcci ecocompatibili, scoperte insolite, itinerari fuori dalle rotte più battute.
Così l’incontro con l’ Alvernia comincia con la scelta tra un centinaio di chambre d’hôtes che si fregiano proprio del marchio Nattitude: castelli come il Domaine de Gaudon, cascinali restaurati e diventati suite di campagna, come Les Eydieux, e antichi monasteri, tra cui Le Couvent, tutti circondati da parchi, nascosti tra boschi, sperduti tra campi e prati. I proprietari di queste, come di altre strutture, hanno una spiccata sensibilità ambientale e scelgono prodotti a chilometri zero: i formaggi, gli ortaggi, la frutta che si consumano a colazione e a cena nascono nelle piccole fattorie delle campagne attorno. Inoltre sono prodighi di suggerimenti e indicazioni sulle attività, alle camminate nel Parco Naturale Regionale del Livradois -Forez al trekking sui sentieri della rete della Grande Randonnée, dallo Chemin de Robert Louis Stevenson, da percorrere, come fece il grande scrittore scozzese, a dorso d’asino, alle escursioni a cavallo lungo gli itinerari che tagliano la regione da nord a sud. Un appuntamento imperdibile è con il Puy-de-Dome, uno dei vulcani più alti della Chaîne des Puys: lo si raggiunge comodamente con il Panoramique des Dômes, il trenino a cremagliera che in una quindicina di minuti porta in vetta. I più sportivi scelgono il Chemin des Muletiers: quasi tre ore di camminata per arrivare ai 1.465 metri del Puy. Il panorama dalla vetta è straordinario: i vulcani appaiono come un’infilata di massicci verdissimi, ricoperti di cespugli e alberi, percorsi da greggi di pecore e mandrie di mucche rosse. Dall’antico cratere spento, poi, alcune mulattiere fanno il giro del Puy e permettono di abbracciare con lo sguardo tutta la catena, con le diverse cime: il Puy Pariou, il Grand e il Petit Suchet, il Puy de Salomon. Altre esperienze da non perdere? Quella, per esempio, che si vive volteggiando con uno dei parapendii coloratissimi di Freedom Parapente fino a sfiorare la vetta del vulcano, le antenne del Centro Meteorologico e le rovine del Tempio di Mercurio. Ma anche l’avventura sulle pendici del Puy de la Perdrix , dove si scende, imbragati in tutta sicurezza, lungo i cavi d’acciaio della Tyrolienne Fantasticable volando a oltre 100 chilometri l’ora.
Per i fan delle due ruote ci sono oltre quattromila chilometri di itinerari: dalle voies vertes, percorsi banditi alle auto e ideali per pedalare in famiglia, ai leggendari tornanti del Puy Mary, scenario immancabile di ogni Tour de France. L’Alvernia ha in serbo sorprese anche per gli appassionati di arte, che possono percorrere la Strada delle Chiese Romaniche e quella dei Castelli. La prima incrocia il piccolo tempio di Saint Jean, a Glaine-Montaigut, e le sue sorelle maggiori: Saint Austremoine, a Issoire, La Chaise-Dieu e Saint Saturnin, nel villaggio omonimo. Hanno tutte un particolare effetto optical, costruite come sono con blocchi di pietra vulcanica nera alternati a blocchi di tufo. Suggestione assicurata anche sulla Strada dei Castelli, dove si incontrano la fortezza di Aulteribe, a Sermentizon, con una strepitosa raccolta di mobili e opere d’arte, e il maniero di Cordès, a Orcival, il cui giardino porta la firma dal celebre André Le Nôtre. L’Alvernia è un grande plateau de fromages, come dicono da queste parti. Forse non hanno tutti i torti, visto che il Bleu d’Auvergne, il Cantal, la Fourme d’Ambert, il Salers e il Saint-Nectaire nascono proprio in questa regione, l’unica di Francia a produrre cinque varietà contraddistinte dalla AOP, Appellation d’Origine Protégée. Cinque personalità forti, cinque sapori decisi uniti a una fragranza rustica e intensa, da attribuire, secondo i contadini, al latte delle loro mucche (la razza autoctona è la Salers, riconoscibilissima per il manto rosso) e al gusto particolare dell’erba dei pascoli vulcanici. Esiste, ovviamente, una Route des Fromages che prevede una quarantina di soste, tra fattorie e caseifici, latterie sociali e maison des fromages dove degustare (e acquistare) gli erborinati Bleu d’Auvergne e Fourme d’Ambert, il burroso Cantal, il Salers, che si produce solo in estate. Per smaltire le calorie, poi, che cosa c’è di meglio di una bella camminata?