giovedì 19 ottobre 2017

PARTIRIPARTI - ROERO

Roero: tour del gusto da Alba a Canale, tra tartufi e Arneis

Non solo la Fiera del tartufo, la "grande abbuffata" la si fa su e giù per le suggestive colline piemontesi, tra vigneti prestigiosi, giovani chef stellati e paesaggi che profumano di tradizione


Non solo Alba, però: il fermento di sapori ha contagiato tutto il territorio di Langhe e Roero. Le dolci colline tappezzate dai filari e dai noccioleti, tanto care a Cesare Pavese, con le strade di campagna che si perdono nei rossi e nei gialli dell’autunno, attraversano vecchi borghi e toccano antichi castelli, regalano paesaggi unici, protetti dall’Unesco. Sono un caso di successo: dopo un ottimo 2016, che ha visto un +9,6% di arrivi e un +7,4% di presenze, anche luglio scorso ha segnato un 15% in più delle presenze rispetto all’anno precedente.

E sono tante le novità. Come il nuovo shop dell’Enoteca del Roero, a Canale, che ha aperto il 15 ottobre nel complesso edilizio dell’Asilo Infantile Regina Margherita, risalente al secolo scorso. “Il nuovo shop sfrutta le alte volte con una balconata che ricorda le grandi biblioteche del passato – spiega Pier Paolo Guelfo, presidente dell’enoteca – È un rimando alla natura del vino, che come un libro racconta le storie di tante famiglie, con le fatiche e i successi”. Oltre allo shop, dove acquistare le bottiglie di Arneis, Favorita, Roero, Nebbiolo o Birbèt, l’enoteca ospita strutture espositive, la cantina dove si conservano i vini, le sale conferenze e degustazione. In più, la grande cucina: sotto, la più informale (e economica) Osteria, con piatti della tradizione e vini al bicchiere, sopra quella stellata del Ristorante, con stanze eleganti sui toni del bianco e nero. Alla guida c’è Davide Palluda, capace di ribaltare la tradizione sabauda con mano giocosa, dai “panini” di meringa salata ripieni di ovuli e carne cruda al Piccione in crosta di tartufo nero.

I cambiamenti toccano anche gli indirizzi blasonati. Tra questi, il suggestivo Castello di Guarene, Relais & Châteaux che fu la residenza di Carlo Giacinto Roero, signore del luogo. Dietro la facciata dello Juvarra si aprono ambienti lussuosi e un ristorante che dalla scorsa primavera è guidato da Gabriele Boffa, classe 1987. Il menu combina le ricette piemontesi a tocchi sudamericani (Boffa ha lavorato in Messico e Brasile), come nel Ceviche all’italiana.
È un tripudio di barocco, con stucchi e affreschi del ‘700, anche la sala che da un paio di anni ospita Da Francesco a Cherasco, premiato dalle ultime stelle Michelin. Francesco Oberto, poco più che trentenne, propone ricette ripensate, come la Tartare di gamberi rossi, spuma di Roccaverano e i Plin d’anatra, burro agli agrumi, semi di lino tostati.

I piatti di Francesco Oberto si possono assaggiare anche al Relais Unico, inaugurato a giugno a San Giovanni di Cherasco. Come dice il nome, si offre a un unico cliente che può godersi il lusso di un castello tutto per sé (o per un gruppo di amici). Certo, i prezzi sono per pochi: 3.000 euro nei week end, 500 al giorno (per suite) in settimana. Ma l’atmosfera “reale” è garantita: dalla vista sulla distesa di prati e colline che corre fino alle Alpi agli arredi con mobili antichi e oggetti d’arte, fino  ai tanti servizi, dal maggiordomo all’arrivo in mongolfiera. Il progetto è di “A group”, società turistica cuneese impegnata da 20 anni sul territorio, che ha riportato in vita il piccolo maniero documentato già nel 901. Dentro, solo due suite chiamate come il paesaggio su cui si affacciano, Alpi e Langhe.
Rimanendo in cucina, è giovane pure un’altra delle nuove stelle scese in Piemonte con l’ultima Guida Michelin. È il trentunenne Michelangelo Mammoliti, che però già vanta un passato con Ducasse, Marchesi, Gagnaire. L’ha guadagnata alla Madernassa, villetta a Guarene che fu un’osteria e oggi ha 6 camere, una spa e una bella piscina. Gli ingredienti sono i prodotti della terra e dell’orto, ma anche radici dimenticate, fiori, erbe selvatiche, lavorati in modo nuovo, con tocchi d’oriente. Qualche esempio? I Ni plin ni agnulot, sorta di caramelle di ricotta di pecora con emulsione di crescione e cannella o il Tokyo-Guarene, filetto di fassona marinato al miso e servito con uno jus di alga kombu. Si è aperta una nuova avventura anche per Andrea Ribaldone, che dallo stellato La Fermata di Alessandria è passato all’Osteria Arborina. È all’Arborina Relais, boutique hotel a La Morra: moderno ma non freddo, gode di uno splendido affaccio sulle colline del Barolo. Da provare i piatti che hanno reso famoso lo chef: Agnolotti in due servizi, dove i classici agnolotti sono serviti su una cupola di ghiaccio tritato, o gli Spaghetti Milano, nato con Expo Milano 2015, dove lo spaghettone è mantecato con un risotto alla milanese, ma stracotto.

Dopo gli assaggi, c’è voglia di mettersi alla prova ai fornelli in prima persona? Tra queste colline si può. Si chiama Terra ed è la scuola di cucina aperta da un paio d’anni nel castello di Roddi. Seicento metri quadri con 14 postazioni e lezioni in italiano, francese e inglese rivolte a tutti, professionisti e no. Per cimentarsi con ricette della tradizione e i prodotti del territorio, in primis il prezioso tartufo.