martedì 16 gennaio 2018

PARTIRIPARTI - NEW ORLEANS

Travolgente New Orleans, tra cocktail e musica jazz. Da scoprire nel suo trecentesimo anniversario

Segnalata dal New York Times tra le 52 destinazioni da visitare assolutamente nel 2018, la città della Louisiana si conferma frizzante, divertente e vitale. Da scoprire nel 300esimo anniversario della sua nascita, facendo un giro tra locali di musica jazz, concerti dal vivo e buoni cocktail

 

Il passaggio di Katrina, il violentissimo uragano del 2005, ha piegato ma non spezzato l’anima di New Orleans. Gli abitanti della città simbolo della Louisiana sono tenaci e ottimisti. E la loro genetica voglia di vivere sta vincendo giorno dopo giorno. Lo ha riconosciuto il New York Times che, inserendo la città in cima alla lista dei 52 luoghi dove andare nel 2018, ha scritto “non c’è città al mondo come New Orleans”, che non solo è rimasta in piedi, ma è vibrante e coinvolgente come sempre. Da non perdere dunque, tanto più quest’anno, che segna il suo trecentesimo anniversario: per festeggiarlo, sono in programma una serie di eventi, progetti di restyling e nuove aperture di hotel e ristoranti.

NEW ORLEANS A TUTTA MUSICA: TRA JAZZ, RHYTHM&BLUES E RISTORANTI DOVE MANGIARE

Incredibile città questa, un melting pot quasi paradigmatico degli Stati Uniti. Come una stratificazione geologica qui si sono installati prima gli spagnoli, poi i francesi, infine gli inglesi e gli americani che hanno acquisito lo Stato attraversato dal Mississippi nel 1803. Ma prima di loro c’erano le popolazioni locali, quasi disintegrate dai bianchi ma non del tutto estinte, e successivamente gli schiavi africani, portati qui per lavorare nelle piantagioni. Da questo incontro-scontro di popoli, culture e tradizioni è nato un mosaico unico al mondo; dai canti e dalle danze africane, concessi agli schiavi in quella che oggi è chiamata Congo Square, si è sviluppato il jazz classico che ha espresso il genio di Louis Armstrong e il rhythm & blues di Fats Domino, e dalle tradizioni gastronomiche locali e importate la cucina cajun e creola, saldamente ancorata su un uso delle spezie che, anch’esse mescolate in mille modi diversi, riflettono la cultura fusion che si respira da sempre in città.
Epicentro geografico e storico è il famoso French Quarter, una “griglia” di stradine sulle quali si affacciano i palazzi in stile coloniale dalle belle balconate. Estremamente turistico ovviamente, il Quarter può regalare ancora sensazioni autentiche. La sera, dalle porte aperte dei centinaia di locali rotola fuori musica dal vivo di tutti i generi abbinata a cocktail dai nomi un po’ inquietanti come l’Hand Grenade, ma può anche capitare di vedere pentoloni di gamberi di fiume cotti come un tempo direttamente sul marciapiedi e vale la pena, da un lato, osservare il rito cittadino del caffè e beignets, sorta di frittelle spolverizzate con zucchero a velo, al Café du Monde, dall’altro rifugiarsi da Coop’s, frequentatissimo dai locali, per apprezzare le chele di granchio marinate e già pronte all’estatico morso.
I piatti più famosi della cucina locale, la jambalaya e il gumbo (che può essere a base di carne o di molluschi e crostacei) si preparano un po’ dappertutto ma tra i migliori segnaliamo quelli di Elizabeth’s, ristorantino easy un po’ decentrato e, fortunatamente, non ancora preso d’assalto dai turisti. Da Elizabeth’s, rientrando a piedi verso il Quarter, ci si ferma nella zona attorno a Frenchmen Street. È qui che si trovano i migliori locali con le migliori band che suonano dal vivo. Non a caso i cittadini si ritrovano da queste parti tutte le sere, lasciando il Quarter ai turisti.

NEW ORLEANS, LA CITTÀ DEL BERE MISCELATO: I MIGLIORI COCKTAIL E DOVE PROVARLI

E poi preparatevi a rifrescare la vostra cultura in materia di cocktail di cui New Orleans (chiamata semplicemente Nola dai locali) è culla come lo è del jazz. In città il bere miscelato è un orgoglio che può vantare un museo specifico, il Museum of American cocktail, e uno degli eventi clou a livello mondiale per professionisti e appassionati, il Tales of the Cocktail (17-22 luglio 2018). Il cocktail cittadino per antonomasia è il Sazerac, a base di rye whiskey, pastis, un goccio di assenzio e due “lacrime” di Peychaud’s Bitter, inventato nel 1850. Vale la pena provarlo alla Napoleon House, anche per l’ambiente non a caso scelto come set per La Giuria, pellicola tratta da un romanzo di John Grisham con Gene Hackman, Dustin Hoffman e John Cusack, oppure al Sazerac Bar del monumentale Roosevelt Hotel dove si segnala anche un altro classico del cocktail made in Nola, ovvero il Ramos Gin Fizz a base di gin, succo di lime e albume d’uovo tra gli altri.
Altro bar di hotel da non perdere, a due passi da Canal Street che è una delle arterie principali della città, è il Carousel Bar & Lounge, famoso non solo per i cocktail, qui è stato inventato il Vieux Carré, ma anche per la struttura del bancone, una riproduzione fedele di una vecchia giostra. Cercate di trovare posto al bancone e godetevi, sul serio “un giro di giostra” visto che bancone e sedute ruotano sul serio.
Se il Quarter e Frenchmen sono i quartieri più animati in assoluto sarebbe un peccato perdersi il cosiddetto Garden District, quartiere prevalentemente residenziale ma che permette di fare un salto indietro nel tempo grazie a case bianche con tipico simil-pronao in stile tempio greco che fanno molto “Via col vento”. Ci sono due modi per visitare il Garden District: il primo è quello di eleggere come base di partenza, o di arrivo è lo stesso, il The Columns, hotel e cocktail bar che, visto da fuori, sembra proprio essere una casa privata.
Il secondo invece consiste nell’unirsi a una delle bande musicali, le brass band, che quasi tutti i fine settimana partono in processione per attraversarlo tra danze e musica. È forse questa una delle esperienze davvero più intense da fare a New Orleans, una città che ha saputo mescolare meravigliosamente tutto: culture ed etnie, musiche e costumi, spezie e liquori.