giovedì 14 dicembre 2017

PARTIRIPARTI - CATANIA E SIRACUSA

Weekend a Catania e Siracusa: scoprire le città a Natale e Capodanno

Le grida del mercato del pesce. I colori e i sapori dei piatti delle feste. I dolci della tradizione. Da Catania e Siracusa, un itinerario goloso tra bancarelle, botteghe, trattorie. Aspettando il brindisi di mezzanotte

 

A due passi dal Duomo di Catania c’è la Pescheria, che con i suoi banchi e le grida dei venditori ricorda i suq arabi. A fianco di via Etnea ci si perde nella Fera ‘o luni (fiera del lunedì, anche se ormai si tiene ogni giorno), tra bancarelle di frutta e verdura, anche cotta sui microbracieri di arrusti e mancia (cuoci e mangia). Saranno in molti a scendere fra Catania e Siracusa per Natale, Capodanno o per il ponte dell’Immacolata. Attirati da due città facilmente raggiungibili in aereo, vicine, ben collegate tra loro. Ricche di arte, di storia. E di mercati.

NATALE E CAPODANNO A CATANIA: I PIATTI DELLE FESTE E L’APPUNTAMENTO IN PIAZZA

A Catania la Vigilia è segnata dalla scacciata, pasta di pane farcita con tuma (formaggio fresco) e acciughe o, versione vegetariana, con broccoli e olive. Ottima all’Antica Friggitoria Stella. Tra i dolci natalizi ecco i cuddureddi, ciambelline di vino cotto, mandorle, cannella, spezie e canditi d’arance, che un tempo uscivano solo dai conventi di clausura e, oggi, si trovano in tutte le pasticcerie catanesi, da Spinella a I dolci di Nonna Vincenza. Il 31 non può mancare il baccalà alla ghiotta (baccalà, patate, olive, capperi, uva passa, cipolla e conserva di pomodorini), direttamente dai ricettari delle nonne. Si trova in decine di varianti. Da QQUcinaQui lo fanno con uva sultanina di Pantelleria e Capperi di Salina.
Lo struscio è su via Vittorio Emanuele II e via Etnea, con i palazzi barocchi, alcuni trasformati in alberghi di charme, come l’UNA Palace. Le luminarie di piazza Duomo – salotto buono della città con il bollino Unesco – rivelano la sontuosità barocca di Palazzo del Municipio, dell’ex Seminario e della Cattedrale. Qui, sotto l’obelisco che si erge sulla groppa di un elefante in pietra lavica, si tiene il concertone di San Silvestro (il programma definitivo sul sito comune.catania.it o al numero verde 800.84.10.42).
Un classico, ma i catanesi guardano anche lontano. La Fondazione Puglisi Cosentino (via Vittorio Emanuele II 122) e la Fondazione Brodbeck, in un ex complesso industriale di via Gramignani, dettano la linea creativa in città, con le loro mostre d’arte moderna e contemporanea.
Anche la cucina mescola piatti carichi di storia e nuove proposte creative, assaggi etnici e tapas. Un indirizzo per tutti? Fud Off, a due passi da via Etnea.

NATALE E CAPODANNO A SIRACUSA: COSA MANGIARE E DOVE FESTEGGIARE

A Siracusa, a meno di un’ora d’auto, l’eclettismo architettonico è sovrano: le colonne doriche diventano pilastri di una cattedrale cristiana e le bifore gotiche convivono con ridondanti svolazzi rococò. Il cuore storico della città batte a Ortigia, isola-quartiere che ostenta memorabilia greche (come il Tempio di Apollo e le colonne del Tempio di Minerva), fortificazioni medievali (il Castello Maniace, costruito da Federico II) e residenze barocche (Palazzo Beneventano del Bosco e Palazzo del Senato).
Le feste cominciano il 13 dicembre con Santa Lucia, patrona della città; Caravaggio la ricorda ne Il seppellimento di Santa Lucia, nella chiesa dedicata alla santa. In onore della martire siracusana si prepara la cuccìa, un dolce a base di chicchi di grano, ricotta, gocce di cioccolato e arance candite: da provare alla Pasticceria Artale. Immancabili poi, per le feste, ‘mpanata (focaccia ripiena di patate, ricotta, spinaci, pomodoro, salsiccia…), pizzolo (grosso raviolo fritto con acciughe e tuma), pesce alla matalotta (in una salsina di cipolle, olive, capperi e pomodoro) e coniglio alla stemperata (in un soffritto di verdure e aceto). Si finisce col torrone di giuggiulena, con semi di sesamo.
A Ortigia, il ristorante Don Camillo è perfetto per provare questi sapori. Vicino a piazza Duomo c’è Monzù, locale polifunzionale, con ristorante e bottega di prodotti tipici. E per chi vuole rivivere le atmosfere de Il Gattopardo, tra i vicoli si nasconde il Caportigia Boutique Hotel. Break culturale con la mostra sull’Antico Egitto alla Galleria Montevergini con i sarcofagi di Deir el-Bahari. Poi, tutti in piazza Duomo, la notte di San Silvestro, con dj set, mortaretti e jochi di focu.

UN BRINDISI CON LE BOLLICINE DALL’ETNA

L’Etna è diventato una specie di Napa Valley della Sicilia Orientale, dove minuscole aziende vinicole, enoteche, produttori d’assalto e vignaioli supertitolati hanno rivitalizzato il territorio. A Milo (Ct), Salvo Foti ha ristrutturato un antico palmento e organizza degustazioni dei suoi vini prodotti con uve autoctone come il Nerello Mascalese, il Carricante e il Grecanico. Insospettabile, soprattutto, la produzione di bollicine: i Metodo Classico dell’Etna (prodotti cioè con il méthode champenoise) sono diventati una specialità della zona. Provare per credere il Brut delle Cantine Planeta, da uve Carricante, e il Murgo Brut un “blanc de noir” da Nerello Mascalese, che nasce nella Tenuta San Michele.



 

martedì 12 dicembre 2017

PARTIRIPARTI - NEVE IN BASILICATA

Sulla neve in Basilicata: ciaspole, fondo e scialpinismo sul Pollino

Il Massiccio del Pollino, con cime oltre i 2.000 metri, svetta su una regione selvaggia, con pianori ideali per ciaspolate e sci da fondo, pendii perfetti per lo scialpinismo, sorgenti preziose. E i sapori della cucina lucana 



Atmosfere nordiche al Sud. Sul Pollino, il massiccio con le vette più alte dell’intero arco appenninico meridionale. Coperto di foreste e pianori spesso innevati, dimora nel silenzio di lupi, grifoni, cervi, gatti selvatici. E di alberi dalle forme contorte modellate dal vento: i pini loricati, relitto dell’ultima glaciazione. Sono il simbolo di un Parco che con i suoi 192 mila ettari è il più esteso d’Italia e che dal 2015 fa parte parte della rete dei Geoparchi dell’Unesco.

Un angolo recondito, con borghi che si arrampicano sui pendii e paiono usciti da un libro di fiabe. Per lo sci, una manciata di chilometri di anelli per il fondo, un percorso più lungo per l’escursionismo, sentieri tra i boschi con le ciaspole, salite alle cime: quella del Pollino è l’altra neve, lontana dagli affollati caroselli della neve. Ma in armonia con gli ingredienti oggi ricercati dai turisti dei monti: natura, autenticità, relax, benessere. Questi elementi, individuati da Skipass Panorama Turismo – l’Osservatorio Italiano del turismo montano che traccia le tendenze del prossimo inverno – si traducono, da un lato, nella riscoperta delle piccole località montane, dall’altro nella scelta di solcare il paesaggio candido con le pelli di foca, le racchette e gli sci da fondo, attività in continuo aumento.

A dominare il paesaggio di questo mondo a parte, non toccato neppure da Basilicata Coast to Coast, il film (2010) che ha acceso i riflettori sulla terra lucana, sono le alte quote del Massiccio del Pollino. I 2.267 metri di Serra Dolcedorme, che ricorda nel nome la forma di un gigante in sonno, con i capelli buttati all’indietro e i piedi nascosti, i 2.248 del Monte Pollino, così chiamato da Apollo, dio del sole, della luce e della salute, e i poco più bassi Serra del Prete (2.181), Serra delle Ciavole (2.127), Serra di Crispo (2.053). Si raggiungono, con le racchette da neve o lo scialpinismo, in escursioni di uno o più giorni, dal Colle dell’Impiso, da Piano Pedarreto, da Piano Ruggio, da Lago Duglia. Sono uscite impegnative, ma ricompensate dalla natura selvaggia e da possibili, fortunati, incontri con il lupo: qui l’animale non è mai scomparso. Anzi, è riuscito a riprodursi e a colonizzare le aree dell’Appennino italiano in cui mancava.
Sono selvatici e spettacolari anche i 22 chilometri per il fondo escursionistico tra Piano Ruggio e Valle Malvento, a quota 1.500 metri. Si ritorna alla civiltà nella vicina Viggianello, uno dei Borghi Più Belli d’Italia: l’abitato, appeso a strapiombo su un costone del Monte Serra, è dominato dalla possente sagoma del cinquecentesco Castello dei Principi di Sanseverino. Questo territorio vanta anche due Dop: la Melanzana Rossa di Rotonda e il Fagiolo Poverello Bianco di Rotonda. La prima ha forma tondeggiante simile a un pomodoro e arriva a pesare fino a 200 grammi; fu importata dall’Africa all’inizio del XX secolo. Durante il periodo del colonialismo, infatti, molte famiglie di Rotonda si trasferirono nei nuovi territori conquistati dal regime fascista per trovare lavoro.

 
A una ventina di minuti d’auto da Rotonda, dove ha sede l’Ente Parco, si fila con le lamine strette sui due chilometri e mezzo dell’anello da fondo di Piano Pedarreto. È quasi ai confini con la Calabria, a Piano Giumenta, l’anello di fondo di Terranova. Immerso in un contesto naturale di grande suggestione, a 1.500 metri di altitudine, accoglie esperti e principianti, che qui, dalla primavera all’autunno possono dedicarsi anche al Nordic Walking.

E infine cosa c’è di meglio dell’acqua calda per dimenticare le tensioni muscolari? Le Terme Lucane, a Latronico, sfruttano sorgenti che sgorgano a 750 metri di quota: si tratta di acque bicarbonato solfato calcica e bicarbonato calcica solfurea, le cui proprietà erano note fin dalla preistoria.

 

PARTIRIPARTI: CAPODANNO ALLE TERME


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mercoledì 6 dicembre 2017

PARTIRIPARTI - ALPE CIMBRA

Alpe Cimbra: emozioni sulla neve a 360 gradi

Sci, sleddog, ciaspole, cucina stellata e Spa a due passi dalle piste. Tante novità e per un weekend memorabile

 

È un’altra montagna, quella dell’Alpe Cimbra, già imbiancata e con piste aperte dal 2 dicembre. Una montagna da vivere sugli sci, ora che, finalmente, la neve è arrivata, ma da scoprire anche fuori dalle piste di discesa, grazie alle molte novità che interessano lo splendido pianoro alpino raggiungibile dai paesi di Lavarone, Folgaria e Luserna. Una montagna adatta a tutti: sportivi (anche disabili, che sciano su carrozzelle con gli sci), mamme, gourmet, amanti del benessere. Per una vacanza a 360 gradi.

L’ALASKA, A DUE PASSI DA CASA

La nuova capitale italiana dello sleddog è in Trentino, sull’Alpe Cimbra, a Millegrobbe, dove il Centro Fondo ha di recente ottenuto il riconoscimento Centro Nazionale Federale Fimms: quest’anno si svolgeranno gli europei, di media e lunga distanza, con una previsione di almeno 600 presenze. Non solo sci, quindi, ma avventure da Grande Nord. Correre sulle piste dedicate alla corsa trainati da cani siberiani è come entrare in un racconto di Jack London perché i percorsi sono davvero lunghi e si sviluppano tra i boschi e nel silenzio ovattato del pianoro, sotto il sole o in notturna, quando splende la luna. Basta un’ora di pratica per apprezzare lo sleddog (dagli 8 anni in su, i bambini più piccoli vengono trasportati dall’istruttore), ma il bello è che, sull’Alpe Cimbra, si può correre con i cani anche per un intero weekend; partecipare all’Extrapolar, entusiasmante esperienza polare, di due giorni, con pernottamento in tenda e, i più esperti, partecipare ai programmi di due settimane di formazione per musher, i conduttori professionisti di cani da slitta. I bambini? Per loro c’è il programma My first Mush (info qui e prenotazioni, cell. 333.3202305).

DIVERTIMENTO VERO PER PICCOLI E GRANDI

Il comprensorio Alpe Cimbra, Folgaria, Lavarone, Lucerna (parte dello Skirama Dolomiti Adamello Brenta) è il paradiso dei bambini anche se, nei 104 chilometri di piste, larghe, non troppo impegnative e tutte collegate tra loro (c’è lo skibus, gratuito), non mancano soddisfazioni per gambe più allenate. Dove? Lungo la Francolini, in mezzo al bosco e, a Fondo Grande, la rossa Salizzona, molto agonistica (fino alla S sotto la seggiovia è impegnativa e a tratti in contropendenza), set, due anni fa, della Coppa Europa. Oppure sulla nera Martinella di Serrada, che spunta dietro alla chiesetta a due passi dagli impianti di risalita. “L’innevamento programmato, poi, nel comprensorio, è all’avanguardia”, spiega Federica Marzari, maestra di sci. “Qui partiamo da un’altezza di 1.150 metri e arriviamo ai 1.850, quindi, per noi, era una necessità. Negli ultimi tre inverni la neve naturale è scarseggiata e gli altri comprensori hanno avuto qualche difficoltà, noi invece abbiamo aperto il 28 novembre tutte le piste registrando addirittura un +10% di presenze! Inoltre ci troviamo nelle prealpi, zona di prato, e non abbiamo i roccioni che si trovano a 2.500 metri di altitudine. Innevare, quindi, è molto più facile!”.
Una montagna da vivere a 360 gradi. Oltre lo sci, si praticano bellissime ciaspolate panoramiche, partecipando, volendo, ad eventi ad hoc. Come la Ciaspomagna Cimbra (quest’anno il 20 gennaio, alle 18), la ciaspolata enogastronomica di 6 km che si sviluppa in 4 tappe a Millegrobbe, al tramonto. La luce della luna, le fiaccole, il silenzio dei boschi coperti da una coltre di neve e la degustazione delle prelibatezze dell’Alpe Cimbra: il goulash, il Tonco de pontesel, il brulè… Il tutto accompagnato da musica itinerante lungo il percorso, che può essere percorso anche con sci di fondo o fat bike. Nell’era del boom delle bici grasse, che permettono di pedalare senza sprofondare, anche i bambini possono provare l’ebrezza di galleggiare sulla neve con le bike strider, mini-bici senza pedali e con piccoli sci sotto le ruote, da usare sulla pista dedicata a Passo Coe, tra Folgaria e Lavarone, servita da un tapis-roulant per la risalita. Il comprensorio sembra un gigantesco parco giochi sulla neve: la Strider Adventure Zone è un’area attrezzata con salti, giochi e ostacoli, e, in località Bertoldi a Lavarone, vere e proprie slittinovie, che servono facili piste dedicate.

RELAX ALPINO

Per i piccoli il divertimento continua con il programma Family Emotion dei Family Hotel della località: un calendario di attività giornaliere che coniuga alle esperienze sugli sci altre avventure per i piccoli esploratori, come escursioni con le racchette da neve, fiaccolate in notturna, tour con il gatto delle nevi e passeggiate alla luce delle lanterne nel bosco. Ma è al Blu Hotel Natura & Spa, a due passi dal centro di Folgaria, raggiungibile in 5 minuti di passeggiata e vicino agli impianti di risalita, che le coppie e i piccoli gruppi di amici troveranno grandi soddisfazioni. Realizzato interamente in legno con pannelli fotovoltaici e un’architettura che rispetta i principi della bioarchitettura, propone vacanze-benessere grazie alla Spa con sauna a infrarossi, bio sauna, sauna finlandese, bagno turco e zona relax con angolo tisane, e una bella piscina interna, attrezzata con lettini e area idromassaggio, che esce all’esterno. Le camere? Solo 39, per assicurare il massimo delle attenzioni, tutte dotate di un moderno  sistema di domotica. Alcune hanno persino dei tronchi d’albero racchiusi in una vetrina, per far entrare la natura anche all’interno. E la 311 ha il letto tondo, con vista su Folgaria; mentre la 402, di 80 metri quadri, una terrazza panoramicissima che si sviluppa lungo il perimetro della stanza. I prezzi, in mezza pensione, vanno da 200 a 350 euro, a seconda della stagionalità, ma il menu dei pacchetti è variegato, da quelli dedicati al wellenss (l’olistico, per esempio, comprende 2 notti in mezza pensione con ingresso alla Spa, 1 massaggio ayurvedico, uno hotstone e un idromassaggio a partire da 244 euro a persona) a quelli pensati per le famiglie e le coppie. Per terminare la giornata nel migliore dei modi ci si dedica alla raffinata cucina del ristorante interno, che propone piatti della tradizione elaborati con estro e grande attenzione al look: canederli con la zucca, filetto di manzo, dolci che sembrano piccole opere d’arte.

LA STELLA DI FOLGARIA

Ha inaugurato  l’1 dicembre con una serie di finger food mediterranei, ma per l’apertura de La Stube del John (8 dicembre), a Folgaria, in via Colpi 52, lo stellato Paolo Cappuccio, talentuoso chef napoletano, ha pensato a un menu che unisse l’Alpe Cimbra al Mediterraneo: carne trentina biologica, per lo più, ma anche pesce e crostacei, con la consueta attenzione al benessere e ai nutrienti che contraddistingue la sua cucina. “Fibra, vitamine, meno grassi e calorie ma più gusto”, racconta. “La cottura è a bassa temperatura e il menu varia ogni mese: 5 antipasti, 5 primi e 5 secondi. Più che un piatto particolare, a Folgaria porto la mia filosofia di cucina. Tanta tecnica e tanta qualità, come per la carne, cotta sempre sotto vuoto e frollata con sale di Cervia, molto iodato, così da perdere quel tipico sapore di carne frollata che sa di selvatico. O la pasta, fatta in casa, recuperando grani antichi”. La Stube del John (il nome deriva dal fatto che Giovanni Bennati, il fondatore dello storico John Caffè all’interno del quale si trova il ristorante, veniva chiamato John dai militari americani della base vicino a Folgaria) ha solo 20 coperti e una bella cucina a vista, per vedere come “il folle nomade gourmet”, come ama definirsi Cappuccio, prepara i suoi piatti mediterranei d’alta quota.  “Mi piace scoprire, conoscere, confrontarmi e stupire, per questo creo continuamente situazioni che mi permettano di venire a contatto con qualcosa di nuovo. Sono un eterno curioso, adoro imparare e meravigliarmi di fronte a tutto ciò che ancora non conosco, umile ma determinato con il giusto compromesso di follia che non guasta mai…”. Nuovi progetti? “A marzo aprirò, in via Bagutta, anche a Milano. Per il momento non posso svelare di più”. Per il tè delle cinque (o per la prima colazione) niente di meglio dei macaron del John Caffè: un mare di coloratissime pastiglie preparate a regola d’arte. E per portarsi a casa tutto il buono della natura, a Costa, subito sopra Folgaria, c’è Maso Engher. Vende formaggi e insaccati di produzione, a cominciare dal Vezzena, formaggio di vecchia tradizione, tipico della zona Alpe Cimbra (è semigrasso e ha una pasta granulosa giallognola, mentre il sapore è vagamente amarognolo). Da acquistare più o meno stagionato (ottimo lo stravecchio).

 

lunedì 4 dicembre 2017

PARTIRIPARTI - SANTA MARIA MAGGIORE

Santa Maria Maggiore: sul treno tra i boschi incantati, nella “valle dei pittori”

 

Tutto il fascino silenzioso della Valle Vigezzo. Da scoprire a bordo di un treno panoramico. Un viaggio lento attraverso borghi affrescati, cascate ghiacciate, ponti di pietra. E tante soste golose

Un silenzio lungo 52 chilometri, fra boschi e pascoli innevati. Un viaggio lento che tocca 83 ponti e attraversa 31 gallerie: cascate ghiacciate, borghi fiabeschi di pietra e orridi sbucano dai finestrini del treno panoramico della Ferrovia Vigezzina-Centovalli. Si parte da Domodossola, cittadina che deve la sua fortuna al traforo del Sempione, aperto nel 1906 (ma gli stemmi sulle case padronali e gli eleganti portici quattrocenteschi di piazza Mercato evocano un’opulenza ben più antica), e si arriva a Locarno, dove il lago Maggiore ha i colori della Svizzera. In mezzo, salite, tornanti ferrati e passaggi su ponti di pietra a strapiombo. Di tutto il percorso (due ore circa), poco più di 32 chilometri sono in territorio italiano.

Stazione dopo stazione, la Valle Vigezzo svela paesaggi e sapori. Alla fermata di Masera si assaggiano la mortadella stellina, il salame stup e il tonno di maiale; a Coimo ci si ferma per il pane nero con farina di segale, spesso arricchito da noci e uvetta. All’altezza di Trontano si attraversano i vigneti di Prünent, vitigno autoctono tra i più antichi d’Italia, le cui origini si perdono in una pergamena del 1309.

Queste montagne raccontano storie di eretici (nella frazione di Creggio il treno sfiora la torre medievale di Fra Dolcino), contrabbandieri, partigiani. E artisti. La Valle Vigezzo è famosa infatti come “la valle dei pittori”, oltre che “del tempo dipinto”, per le 113 meridiane che decorano chiese e palazzi: il divisionista Carlo Fornara è nato qui e, con lui, tanti ritrattisti e paesaggisti hanno animato, da fine Ottocento, la scuola di Belle Arti Rossetti Valentini, a Santa Maria Maggiore. Ѐ il centro principale, nonché la stazione più alta (836 metri) della ferrovia. Tra le facciate interamente affrescate del borgo e le sagome in ferro degli spazzacamini sui tetti, ci si rilassa con merende d’altri tempi: la torta panelatte, la fiacia, una sorta di sbrisolona al limone, gli stinchett, sottili sfoglie cotte su una piastra di ferro rovente. Si fanno acquisti golosi alla Latteria Vigezzina (tome e formaggio Spazzacamino) e ci si spinge a piedi fino alla frazione di Crana, dove stagiona il Prosciutto montano vigezzino, affumicato al ginepro.

Ritmi lenti anche sulla neve: silenzio assoluto e natura immacolata accompagnano le ciaspolate e i percorsi lungo l’anello di fondo che attraversa la valle. Alle piste da discesa della Piana si sale, invece, da Prestinone, frazione di Craveggia, con una cabinovia: il modo migliore per ammirare dall’alto i tipici tetti di beole, sovrastati dagli alti camini in pietra, che fanno del borgo il vanto architettonico della valle, e che scompaiono alla vista uno dopo l’altro. Poco male. Una volta arrivati in quota, a 1.726 metri, l’occhio viene subito rapito da un’altra quinta teatrale: l’intero orizzonte delle Alpi Lepontine.

 

 

domenica 3 dicembre 2017

PARTIRIPARTI - IDEE CAPODANNO 2018

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venerdì 1 dicembre 2017

PARTIRIPARTI - NATALE IN EUROPA

Natale in Europa

La vostra agenzia viaggi Partiriparti vi consiglia alcune mete in giro per l'europa dove potrete trascorrere le festività natalizie!

Bruges, Belgio

Nella città belga di Bruges il Natale può essere un'esperienza unica: girovagare per le sue strade medievali e i suoi canali basta a trasformare una semplice passeggiata in un viaggio nel tempo. Dalla cima di Belfry, la torre che si affaccia sulla Piazza del Mercato, potrete godere della vista di uno dei più bei mercatini natalizi. Una volta scesi i suoi 366 scalini vi aspettano oltre 55 negozi di cioccolato e, per i più intellettuali, anche il museo "Choco Story" dedicato interamente al cacao e alle sue dolcezze. Una meta che merita attenzione in ogni periodo dell'anno, ma a dicembre diventa tappa imperdibile. Che aspettate?

Delft, Paesi Bassi

Nella città di Vermeer, a cui è dedicato un intero museo, il Vermeer Centrum Delft, i mercati sono all'ordine del giorno: oltre a quello di Brabantse Turfmarkt dedicato ai fiori, fino al 13 ottobre vi aspettano il famoso mercato dell'antiquariato e il Book Market dove ogni giovedì e sabato i turisti vanno a caccia di qualche affare. Nel periodo natalizio la città si anima di mercatini a tema, dove poter gustare le specialità locali. Immancabile una visita alla Royal Delft, la fabbrica delle ceramiche blu famose in tutto il

North Shields, Inghilterra

La terra della regina Elisabetta II e dei Beatles riserva numerose sorprese per quanto riguarda il Natale: a North Shields, un paese di poco più di diecimila abitanti, in dicembre si svolge il Victorian Market. Da vent'anni questo tradizionale mercatino trasforma l'intero paese in una pagina di Dickens: tra dolciumi tipici, cori natalizi e costumi tradizionali vi sembrerà di aver viaggiato nel tempo e di essere approdati nell'Inghilterra vittoriana.
mondo.

Salisburgo, Austria

La città natale di Mozart è una delle mete irrinunciabili per chi ama il Natale e la sua atmosfera. Sotto un manto innevato, dal 17 novembre al 26 dicembre nella Domplatz e nella Residenzplatz si svolge il Salzburg Christmas Market dove troverete di tutto, dai giochi fatti a mano ai biscotti speziati, dalle candele al punch caldo. Nella patria della musica, sfondo del celebre film Tutti insieme appassionatamente, non potevano mancare cori e concerti: dai canti dell'Avvento, alle messe all'aperto. Andate ad ascoltare!


St. Gallen, Svizzera

Cosa c'è di meglio nel periodo natalizio che passeggiare in una cittadina e godersi le luci della festa? Nel centro medievale di St.Gallen, nella bella Svizzera, rinomato per i suoi ricami e i suoi merletti, la prima domenica d'Avvento c'è un evento unico: l'albero di Natale davanti all'abbazia di San Gallo si accende e illumina il centro storico e i suoi mercatini. Tappa obbligata!


Arras, Francia

Nel cuore della città di Arras, nella splendida piazza barocca Grand Place ogni anno dalla fine di novembre fino al 30 dicembre, oltre 100 espositori si riuniscono per dar vita al frizzantissimo "Village de Noel": tra giostre, regalini dell'Avvento e piste di pattinaggio vi sentirete immersi nella più magica e romantica delle atmosfere natalizie.