lunedì 16 aprile 2018

PARTIRIPARTI - LE SPIAGGE DELLA SICILIA TIRRENICA

Sulle spiagge più belle della Sicilia tirrenica

Dalla Riserva dello Zingaro a Scopello e Cafalù, questa parte di Sicilia offre tesori per tutti i gusti

 

Il litorale tirrenico della Sicilia, con il suo mare limpido e l’entroterra disseminato di agrumeti, uliveti, oleandri e rosmarini, ospita località incantevoli che abbinano impagabili testimonianze di un passato antico a mete enogastronomiche di sicuro interesse.

Dalla Riserva dello Zingaro a Scopello e Cafalù, questa parte di Sicilia offre tesori per tutti i gusti. Parchi naturali e riserve protette, dolci insenature sabbiose tra scogliere e faraglioni.

Il nome di Scopello deriva dal greco Skopelòs ovvero scoglio, a pochi chilomeri dalla cittadina di Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani. I faraglioni e l’antica tonnara, attiva fino a qualche anno fa, quando era praticata la pesca dei tonni, sono gli elementi più riconoscibili di questa nota località turistica. È un vero e proprio “museo del mare” di incomparabile bellezza, scelto anche come location da molte produzioni cinematografiche.

Ma Scopello è molto famosa soprattutto per la Riserva Naturale dello Zingaro. Appena fuori città, si incontrano 8 km di paradiso che arriva fino a San Vito Lo Capo e che viene visitato in ogni stagione da migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo. Le sue acque limpide la rendono la prima riserva istituita in Sicilia. È ricca di piccoli sentieri, di rocce calcaree dolomitiche, di un susseguirsi di insenature, di scogli e di calette incontaminate.

L’area della riserva riveste anche notevole interesse archeologico per le importanti tracce lasciate dall’uomo, come la grotta dell’Uzzo. Nelle acque di Scopello, in certi periodi dell’anno, non è raro incontrare cetacei oceanici e osservare le evoluzioni dei capodogli. Sono però i fondali a regalare ai sub le emozioni più forti con spugne, anemoni e madrepori dai colori smaglianti.

Cefalù fa parte del Parco delle Madonie ed è inclusa tra i Borghi più belli d’Italia. È una piccola città di mare, con un pittoresco porticciolo dal quale si osserva il caratteristico fronte a mare della città murata, con gli archi che fanno da ricovero alle barche. È uno dei maggiori centri balneari di tutta la provincia. Famosi sono la Calura con i suoi scogli, la torre di avvistamento degli inizi del XVII secolo e il promontorio di Santa Lucia. Oltre a essere amata da turisti italiani, sono molti anche gli stranieri, soprattutto francesi e tedeschi, che trascorrono l’estate qui.

 

giovedì 12 aprile 2018

PARTIRIPARTI - ILE DE BENDOR

L’isoletta al largo della Costa Azzurra che nessuno conosce

La minuscola Ile de Bendor si trova al largo di Bandol, tra Nizza e Marsiglia, ed è rimasta un paradiso nascosto ai turisti che ogni estate affollano la Costa Azzurra

 

Al largo della Costa Azzurra ci sono alcune isole famose che, se non le avete mai viste, vale la pena visitare. Tra le più celebri, le Iles de Lerins, di fronte a Cannes, e le Porquerolles, di fronte a Hyères. Pochi, anzi pochissimi, conoscono l’esistenza della minuscola Ile de Bendor. Questa isoletta si trova di fronte e Bandol, una località balneare a una cinquantina di chilometri da Marsiglia, più conosciuta per il suo ottimo vino prodotto nelle colline dell’entroterra che per le sue spiagge.

È proprio dal porticciolo di Bandol che ci si imbarca sul traghetto che in soli 7 minuti ci porta a Bendor. L’isola è accessibile tutto l’anno, ma è d’estate che si anima, grazie all’afflusso dei turisti che la visitano e dei pochi che soggiornano sull’isola nell’unico hotel.

Sull’Ile de Bendor non mancano piccoli cafè, ristoranti e negozi di souvenir, specie nel piccolo villaggio intorno al porto. L’intera isola è pedonale. Ci si muove solo a piedi o in bicicletta ed è quindi un vero paradiso naturale, lontano dal caos di Marsiglia, Cannes, Nizza, trafficatissime in qualunque stagione. Il periodo migliore per visitarla è la primavera, ma chi ci capita nei mesi di luglio e agosto non troverà comunque orde di turisti.

È bello passeggiare lungo i sentieri sterrati o rilassarsi su una delle calette di sabbia finissima. L’isola misura solamente 7 ettari ed è molto facile girarla.

L’isola era un approdo sicuro ai tempi dei Saraceni. Divenne di proprietà privata di un certo Conte Robert a un certo punto della sua storia. Fu più volte abbandonata, abitata e acquistata. Nel 1950 fu comprata da Paul Ricard, proprietario del liquore Ricard che si usa per preparare l’aperitivo più diffuso da queste parti, il pastis.

Ricard era un amante dell’arte e della natura e decise di trasformare l’isola in un piccolo paradiso, creando giardini di piante esotiche, facendo costruire casette colorate per i propri ospiti affacciate su splendide baie dalle acque turchesi. Ospitò anche molti artisti, tra i quali anche Salvador Dalì, che lasciarono sull’isola alcune delle loro opere tuttora visibili. Oggi l’isola appartiene ancora alla famiglia. Alcune delle casette sono state vendute e sono ora delle case vacanza (magari qualcuno le affitta anche).

Per i più curiosi, si possono visitare anche alcuni musei, come la galleria d’arte che ospita alcuni dipinti realizzati dallo stesso Paul Ricard, il Museo della pubblicità Ricard, che ripercorre la storia del marchio, e il Museo del vino con alcolici provenienti da tutto il mondo.

 

 

martedì 10 aprile 2018

PARTIRIPARTI - VIAGGI ULTRALUSSO

Ecco dove vanno in vacanza i super ricchi: le mete più cool

Le destinazioni di viaggio dei miliardari secondo Traveller Made, specializzato nei viaggi superlusso

 

Se siete fortunati li incrociate al Gate d’imbarco. Naturalmente, loro sono i primi a salire a bordo. Poi spariscono e non li vedete più. Dove vanno, cosa fanno… chissà. Stiamo parlando degli UHNWI ovvero gli Ultra High Net Worth Individuals. I viaggiatori super ricchi, in altre parole. Si rinchiudono al secondo piano della loro First Class dove possiamo solo immaginare cosa viene servito per cena e come sono trattati dalle assistenti di volo.

Spesso però i ricconi viaggiano con jet privati. Nessun orario di partenza, nessun limite di bagaglio, nessun passeggero ritardatario da attendere. Sì, perché esistono due circuiti di viaggi: i nostri e i loro.
Di solito i ricconi scelgono mete molto particolari. Dopo anni le scopriamo anche noi e le affolliamo. Nel frattempo, loro, i ricchi, se ne sono già andati da un’altra parte.

Secondo Traveller Made, specializzato nei viaggi superlusso e tailor-made (cuciti su misura), che più che dei viaggi sono delle esperienze, nel 2018 i milionari sceglieranno queste mete: al primo posto nelle destinazioni di lusso c’è il Ruanda, scelto perché qui si possono incontrare i Big Five e i gorilla, seguito da un altro Paese dell’Africa che suscita un grande fascino ovvero il Botswana dove fare i safari in una natura ancora incontaminata. E ancora, tra le scelte dei ricchi ci sono pure Zambia – tristemente famoso per le numerose riserve di caccia – e Zimbabwe dove sorvolare le Cascate Victoria in elicottero.

In questi Paesi ci sono lodge di lusso immersi nel nulla, costosissimi e con pochissime suite (o ville). Tra le nuove tendenze c’è quella di fare glamping, dormire in una tenda meravigliosa con tanto di bagno, piscina e spa che viene montata da un’intera squadra messa a disposizione nel punto più bello della savana. Scelto dal cliente naturalmente.

Oltre all’Africa, molto gettonato dai ricconi è anche lo Sri Lanka, che torna a essere una meta ottimale dove trascorrere la luna di miele. Ma non una di quelle che faremmo noi: una luna di miele incentrata sullo yoga e sulla meditazione, su cene a base di cibi vegani, bagni di sole all’ombra di palme spalmandosi di creme con fattore di protezione cento. Perché il sole, si sa, fa male ed essere troppo abbronzati è tornato a essere volgare come accadeva nel ‘700.

Supergettonati sono anche il Giappone, seguito dalle Maldive e dagli Stati Uniti. Niente Airbnb ovviamente. Solo attici di grattacieli con vista mozzafiato o water villa con servizio in camera.

Il Sudafrica, la Nuova Zelanda, la Francia, l’Australia, l’India, il Cile e la Grecia completano la classifica delle mete più richieste dai miliardari. Magari visitati a bordo di treni di lusso, di elicotteri e aerei privati, alloggiando nelle ville isolate con domestici e schiere di segretarie al seguito. Il budget per una vacanza di questo tipo? A partire da 30mila euro, almeno.

 

 

venerdì 6 aprile 2018

PARTIRIPARTI - REPUBBLICA DOMINICANA

La Repubblica Dominicana è il paradiso dei sub

Statue, formazioni rocciose e soprattutto barche: la Repubblica Dominicana è il regno delle immersioni, grazie ai suoi tanti tesori sommersi 

 

È, la Repubblica Dominicana, uno di quei luoghi che ai sub è in grado di regalare enormi sorprese e straordinarie esperienze. Perché, sotto le sue acque, ci sono dei veri e propri tesori, raggiungibili sia da sub esperti che da quelli alle prime armi. A partire dalla costa settentrionale di Puerto Plata che, con pochi minuti di navigazione, permette di raggiungere Three Rocks, uno dei punti d’immersione più famosi di tutta la Repubblica Dominicana. Siti a 9 metri di profondità, tre pinnacoli di roccia corallina si ergono su di un fondale di sabbia bianca e si lasciano lambire dai pesci damigella e dai pagri dalla coda gialla. Per un’esperienza tra gli animali e la natura.

Un’immersione adatta a tutti è anche quella che permette di raggiungere Cayos Los Siete Hermanos, i 7 isolotti formati da terreni e da sabbie di coralli soprannominati “i 7 fratelli”: nascosti a 3 metri di profondità, nella baia di Montecristi, non è necessario essere sub esperti per raggiungerli. Anzi, il luogo in cui si trovano è considerato il punto d’immersione più completo del Paese, per la ricchezza di paesaggi subacquei – che va dai fondali sabbiosi alle pareti rocciose – e per la sua posizione super favorevole, sempre riparata dai venti. Altrettanto semplice è la discesa verso il Museo Submarino Igneri Caribe Taìno, museo sommerso 3 metri sotto il mare – che, a Punta Cana, tra Playa Blanca e Playa Serena – conta 20 sculture scolpite dal celebre artista plastico Thimo Pimentel, chiamate a rappresentare l’eredità indigena della Repubblica Dominicana.

Nel Parco Nazionale di Cotubanamà, invece, l’Isola di Saona ha una superficie di 110 km2 e si raggiunge con un’escursione dalla spiaggia di Bayahibe, a La Romana. Qui, sub con diversi gradi d’esperienza, possono godere di spot straordinari: tra loto Punta Cacòn – che ha acque poco profonde e regala la vista di splendide aragoste tra le scogliere – ed El Catuano, regno degli squali gatto e delle razze.

Ci sono poi le escursioni riservate ai sub più esperti. Per la profondità a cui i relitti (naturali o artificiali) giacciono, ma anche per le correnti forti a cui sono esposti. Poco lontano da Samanà, ad esempio, c’è Piedra Bonita (anche detta “La Torre”), una delle località sommerse più affascinanti di tutta la Repubblica Dominicana. Sita a 60 metri di profondità – e proprio per questo consigliata solo ai divers d’esperienza -, è un’enorme roccia adornata da spugne, coralli e alcionacei. Infine, le navi.

La Enriquillo (RM-22), una nave lunga 44 metri e larga 10 che – donata dagli Stati Uniti alla Marina della Repubblica Dominicana nel 1980 – fu consegnata nel 2006 a Grupo Puntacana perché venisse inabissata nei dintorni di Playa Banca, a 18 metri di profondità, in un luogo esposto a correnti molto forti. Mentre, vicino alle Scogliere di Hemingway, riposa” ad una profondità compresa tra i 22 e i 34 metri la Tanya V, una nave lunga 60 metri e affondata nel 1999. Un luogo perfetto per ammirare meravigliosi coralli e spugne. Purché si sia dei sub esperti.

 


mercoledì 4 aprile 2018

PARTIRIPARTI - LANZAROTE

Scoprire Lanzarote, l’isola da sogno

L'isola di fuoco dell'arcipelago delle Canarie dove la lava incontra il mare

È uno dei posti più belli e caratteristici della Terra. È un’isola vulcanica e appartiene all’arcipelago delle isole Canarie, a circa cento chilometri dalle coste del Marocco. Lanzarote è la prima isola incontrata dalle rotte dei navigatori del passato e la prima a essere conquistata. Ma per arrivare sin qui occorre essere grandi amanti della natura e armati di santa pazienza, con tanta voglia di scoprire prima nuovi ambienti, poi se stessi.

Il clima a Lanzarote è più caldo e secco rispetto alle altre isole sorelle, a causa dei venti caldi provenienti dal Sahara che si alternano alle brezze dell’Atlantico. Né si può sperare nelle precipitazioni per un cambio climatico, decisamente poco efficaci a rinfrescare l’aria nonostante lo desiderereste tanto.

La salvaguardia dell’ambiente, la sua natura intatta, la sensazione di trovarsi in un ambiente primitivo, tutto incute una strana sensazione di mistero e di illusione. Non è un caso che quest’isola delle Canarie sia stata dichiarata dall’Unesco Riserva Mondiale della Biosfera.

Eppure non c’è una vera e propria flora: sembra più la vegetazione di un piccolo giardino, con aiuole ben curate, palme basse, tanti fiori e rari alberi secolari. Così irreale per essere un’isola nota per il suo grande impatto naturale.

Ma l’isola ha vari volti, che soddisfano tutte le esigenze del turismo balneare: dalla pianura di sabbia ai crateri delle eruzioni del 1730, dalle colline vulcaniche di La Geria ai blocchi di magma rappreso del Malpais de la Corona.

L’isola più Nord orientale dell’arcipelago spagnolo delle Isole Canarie ha una Riserva marina, un Parco nazionale e 12 spazi naturali protetti, un vero e proprio tesoro per tutti gli amanti della natura, del sole, del mare e dell’aria pura. Poi c’è la parte attrezzata, le strutture funzionali e i centri tutti ben organizzati: qui ci si può dedicare al diving e alla pesca, al windsurf e allo sci nautico, al golf e anche al tennis.

Le principali località turistiche si trovano sulla parte orientale dell’isola. Puerto del Carmen è un ottimo punto di partenza per chi voglia esplorare la parte meridionale dell’isola, in particolare il Parco Nazionale Timanfaya e la valle La Geria, la Playa Blanca e il Corralejo. Le parti di Costa Teguise, a Nord del capoluogo, sono note invece per le grotte di Jameos del Agua e Cueva de los Verdes, ma soprattutto per l’isola di La Graciosa, da raggiungere con i battelli che partono dal porticciolo di Orzola.

 

 

venerdì 30 marzo 2018

PARTIRIPARTI - I MIGLIORI VIAGGI DA FARE IN APRILE

I migliori (e i peggiori) viaggi da fare ad aprile per trovare bel tempo

L'esperto meteorologo, il Colonnello Mario Giuliacci, ci ha detto dove andare, dove non andare e anche perché

 

Ad aprile, con l’arrivo della bella stagione, si esce dal letargo in cui si tende a cadere d’inverno e torna la voglia di viaggiare. Per essere sicuri di scegliere la meta giusta dove il maltempo non possa rovinare la nostra vacanza, abbiamo chiesto consigli al nostro esperto meteorologo, il Colonnello Mario Giuliacci che ci ha detto dove andare, dove non andare e anche perché.

Giuliacci spiega che il mese di aprile è estremamente mutevole perché è equidistante da due stagioni forti ovvero dall’estate e dall’inverno. Pertanto sono possibili improvvisi rigurgiti invernali oppure improvvise fughe in avanti verso l’estate. Sconsiglia quindi di scegliere come meta delle vacanze una destinazione delle medie latitudini.

Al contrario, secondo il Colonnello è consigliabile andare nei Paesi lungo la fascia tropicale, dove il clima è idealmente più stabile. Tra le mete migliori secondo Giuliacci ci sono i Paesi affacciati sul Mar dei Caraibi, come il Messico per esempio, sulla costa affacciata sui Caraibi naturalmente.
Ma chi sceglie una delle tante isole nei meravigliosi arcipelaghi caraibici non sbaglierà di certo.

Basterà solo verificare, prima di prenotare, che le strutture turistiche scelte siano funzionanti in quanto, dopo gli uragani che hanno colpito queste latitudini nel 2017, alcune isole e alcuni resort sono ancora in fase di ricostruzione.

Ma ottime mete dove andare ad aprile sono anche i più vicini Marocco, che dall’Italia dista poco più di tre ore, o gli Emirati Arabi, raggiungibili in meno di sei ore di volo. Dalla sfavillante Dubai, con i suoi luoghi da record (grattacieli, ruota panoramica, shopping center sono i più grandi del mondo) e i suoi locali dove fare clubbing ad Abu Dhabi, l’emirato più dedito alla tradizione e alla cultura, dove visitare il nuovissimo Museo del Louvre, fino al meno noto Ras Al Khaimah, l’emirato del deserto e delle montagne, delle spiagge e dei siti archeologici dove i turisti sono ancora pochi.

Per chi vuole fare un viaggio lontano, invece, secondo Giuliacci ottimi sono anche il Cile e la Cina. Per chi ha qualche giorno in più di vacanza sono le mete perfette per partire ad aprile in quanto sono destinazioni per cui vale sicuramente la pena fare un bel tour.

mercoledì 28 marzo 2018

PARTIRIPARTI - SHELL ISLAND

Questa incredibile isola è fatta solo di conchiglie

La chiamano Shell Island ed è una piccola isola del Senegal ricoperta interamente di conchiglie

 

Joal-Fadiouth è un villaggio di pescatori del Senegal. Ma non uno come tanti. È un villaggio speciale. Si trova su una piccola isola ricoperta interamente di conchiglie e per questo motivo è chiamata anche Shell Island.

L’isola si trova al largo della cosiddetta Petite Côte ed è collegata alla terraferma da un ponte di legno lungo all’incirca 400 metri.

Per secoli gli abitanti dell’isola si sono occupati della coltura di molluschi. Una volta estratto il mollusco, la conchiglia era però di fatto inutilizzata.
Così hanno avuto la brillante idea di impiegare tutte le conchiglie raccolte per costruire case, chiese, moschee e qualunque altro edificio, per rivestire le strade e persino per decorare il piccolo cimitero.
Milioni di conchiglie sono state accumulate nel corso degli anni e ora fanno un tutt’uno con le mangrovie, le radici degli alberi e con i giganteschi baobab che le tengono insieme anche durante le grosse maree.

Quando si passeggia per le strade, le scarpe scricchiolano sotto i piedi: impossibile camminare scalzi.
Oggi gli abitanti di Joal-Fadiouth sono solo 600 circa, ma portano avanti la tradizione di raccolta dei molluschi le cui conchiglie vengono tutt’oggi conservate per costruire edifici e oggetti di uso quotidiano, tra cui i souvenir per i turisti che, incuriositi, vengono a visitare questo luogo davvero insolito.